News

Il noleggio entra nelle case. Così si corteggiano le famiglie

Il noleggio entra nelle case. Così si corteggiano le famiglie

Il mercato dell'auto aziendale marcia in Europa a due velocità. In alcuni Paesi, come Austria, Belgio, Olanda, Polonia e Regno Unito, la quota delle vendite al target business è compresa tra il 40 e il 50% del totale, in altri invece il «peso» delle flotte aziendali è minore, come ad esempio l'Italia, la Germania e la Spagna, dove le immatricolazioni alle imprese e i noleggi a lungo termine sono complessivamente in media attorno al 25%. In Francia la quota di mercato è un po' più alta, pari a circa il 30%, mentre in Russia non supera il 12%. Insomma, il quadro cambia da paese a paese. E questo avviene soprattutto a causa della differenza del carico fiscale: tanto più alta è la deducibilità dei costi di acquisizione e gestione, tanto aumentano i volumi delle immatricolazioni da parte dell'utenza business.

«In questo quadro, che da tempo caratterizza il mondo dell'auto aziendale, l'unica novità di rilievo è stata negli ultimi anni la crescita della formula del noleggio a lungo termine, a scapito degli acquisti diretti, anche con finanziamenti e contratti di leasing», spiega Salvatore Saladino, country manager di Dataforce Italia, la società di analisi del mercato dell'industria automobilistica. La crescita La diffusione del lungo termine è un fenomeno che riguarda quasi tutti i paesi automobilisticamente più maturi, ma non solo. Lo stesso sta accadendo anche in alcune economie emergenti, come ad esempio in Polonia, dove il renting a lungo termine ha raggiunto nel 2018 una quota del 45,9% del mercato, in forte progressione rispetto al 2012 quando era ferma al 35,5%.

«In Italia la quota del noleggio a lungo termine è molto più bassa, pari al 14,8%, ma anche da noi è comunque in forte aumento. Cinque anni fa rappresentava infatti solo il 10% delle immatricolazioni di tutto il settore auto», aggiunge Saladino. Nel 2012 questa formula di locazione dei veicoli valeva circa 150.000 immatricolazioni all'anno. Nel 2017 ha superato la soglia dei 300.000 veicoli, un risultato record che probabilmente sarà superato quest'anno, considerando che da gennaio a settembre i contratti sono stati già oltre 255.000.

La scelta vincente «II merito va indubbiamente agli operatori del settore, che hanno saputo interpretare i bisogni di mobilità dei clienti, non soltanto quelli aziendali. Il noleggio a lungo termine oggi attira la clientela retail: privati, artigiani e liberi professionisti. Per ciascuna tipologia di cliente, è in grado di proporre formule contrattuali specifiche, personalizzabili nella durata, nelle percorrenze e nella quantità di servizi aggiuntivi, come assicurazioni e manutenzioni», aggiunge Saldino. Il suo potenziale di sviluppo è oltretutto ancora grande, considerando che nel nostro paese la quota delle vendite ai privati, seppur in costante calo negli ultimi anni, rimane pur sempre quella più rilevante con una share di mercato superiore al 50%. Dinanzi al successo del noleggio, gli stessi costruttori hanno rivisto le loro politiche commerciali e hanno iniziato a proporre, attraverso le proprie reti di vendita ufficiali, preventivi per il rent da confrontare a una più tradizionale proposta d'acquisto. In televisione, tra l'altro, capita sempre più spesso di vedere spot pubblicitari delle case auto- mobilistiche dedicati proprio ai servizi di locazione dei propri modelli.

Nei paesi in cui il lungo termine è diffuso e consolidato, «l'approccio del cliente aziendale è abbastanza standardizzato: durata dei contratti in linea con i periodi di ammortamento previsti per legge, allestimento dei veicoli di tipologia media o economica, pur con la massima attenzione alla dotazione di sicurezza». In quei mercati dove il fenomeno è in fase di espansione, gli operatori del settore «puntano invece a offrire la massima personalizzazione contrattuale, a partire dalla formula che prevede una durata limitata a 24 mesi, eventualmente prorogabile. Inoltre, più che flotte di grandi dimensioni, costituite da veicoli in pool, owero non assegnati a uno specifico dipendente, in queste realtà prevalgono parchi auto più ridotti ma con vetture di valore economico più elevato». E' questa ad esempio la strada intrapresa da tante aziende del tessuto imprenditoriale italiano, costituito essenzialmente da società di piccola e media dimensione, sempre più attratte dal noleggio.