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Cloud nell'iperammortamento

Cloud nell'iperammortamento

Raffinate le misure di agevolazione alle imprese incluse nel disegno di legge di Bilancio per il 2019. Il maxiemendamento al ddl, approvato dal Senato:

- ha ampliato il parco dei beni ammissibili ad iperammortamento;

- ha esteso fino 45 anni di età la possibilità di richiedere l'agevolazione «Resto al Sud;

- ha «rimpolpato» le spese ammissibili ad incentivo nelle attività di riqualificazione delle aree industriali dismesse.

In più, è stata riscritta la norma sul credito d'imposta per le attività che acquistano prodotti riciclati. Resto al Sud. La manovra amplia la platea dei potenziali destinatari della misura «Resto al Sud», con l'innalzamento dell' età dei soggetti che possono presentare domanda a 45 anni. L'agevolazione è stata introdotta dal decreto legge n. 91/2017 e agevola la costituzione di nuove imprese da parte di giovani imprenditori nelle regioni del Mezzogiorno. La modifica, che porta a 45 anni l'età massima dei soggetti ammessi ad incentivo, si affianca a quella già nota, ma introdotta della legge di bilancio, che include le attività libero-professionali tra i soggetti obbligati ad avere, per tutta la durata del finanziamento, sede legale e operativa in una delle regioni ammesse. Iperammortamento.

Le modifiche contenute nel disegno di legge atteso al via libera definitivo della Camera portano ad inserire, nell'ambito dei costi agevolabili immateriali, anche quelli sostenuti a titolo di canone per l'accesso, mediante soluzioni di cloud computing, ad alcuni beni immateriali. La maggiorazione, che per questa tipologia di beni è del 40% (a differenza di quella dei beni materiali che arriva al 270%), con le ultime modifiche introdotte al senato si applica alla quota del canone di competenza del singolo periodo di imposta di vigenza della disciplina agevolativa.

I beni ammissibili a incentivo sono quelli immateriali relativi ai software, funzionali alla trasformazione tecnologica secondo il modello Industria 4.0. Per poter godere dell'agevolazione, i beni acquistati devono essere ricompresi nell'allegato B alla legge n. 232 del 2016. La maggiorazione si applica in favore dei soggetti che usufruiscono dell'iperammortamento 2019, con riferimento agli investimenti effettuati fino al 31 dicembre 2019 o al 31 dicembre 2020. In quest'ultimo caso, la maggiorazione spetterà solo se:

- gli ordini verranno effettuati e accettati entro il 31 dicembre 2020;

- e se l'impresa pagherà il 20% entro la stessa data.

La precisazione taglia fuori gli investimenti effettuati prima dell'entrate in vigore della legge si bilancio per il 2019; di conseguenza non vale per gli investimenti di questo tipo realizzati nel 2018.

Riqualificazione delle aree industriali dismesse. La modifica introdotta nel corso dell'esame al Senato prevede che, al fine di favorire i processi di riqualificazione delle aree industriali dismesse, gli interventi di reindustrializzazione e di promozione industriale possano riguardare anche sistemi di mobilità a basso impatto ambientale. La modifica riguarda l'articolo 1, comma 265, della legge 30 dicembre 2004, n. 311 (Finanziaria 2005, ndr), che prevede interventi di reindustrializzazione e di promozione industriale di cui al di 1 aprile 1989, n. 120, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 maggio 1989, n. 181. La legge, negli anni, è stata estesa anche alla bonifica delle aree industriali dismesse, acquisendo sempre più rilevanza su questo fronte; allo stato attuale, prevede che il programma di reindustrializzazione, proposto e attuato da Invitalia spa in accordo con le regioni di competenza, potrà prevedere anche interventi di acquisizione, bonifica e infrastrutture di aree industriali dismesse. Una modifica normativa, inserita in manovra, consente di includere nel programma di reindustrializzazione - oltre agli interventi di acquisizione, bonifica e infrastrutture - anche sistemi di mobilità a basso impatto ambientale da utilizzare fra le aree industriali dismesse e l'esistente rete del trasporto pubblico.

Credito d'imposta per l'acquisto di prodotti riciclati. In Senato è stato interamente riscritto l'articolo che prevede un credito di imposta a favore delle imprese che utilizzano materiale riciclato. Il bonus può essere concesso sia alle imprese che acquistano prodotti realizzati con materiali provenienti dalla raccolta differenziata degli imballaggi in plastica, sia a quelle che acquistano imballaggi biodegradabili e compostabili. O derivati dalla raccolta differenziata della carta e dell'alluminio. La manovra concede un credito d'imposta nella misura del 36% delle spese sostenute con un limite di fruizione pari a 20 mila euro per beneficiario. A questo fine, mette a disposizione, complessivamente, un milione di euro l'anno per il biennio 2020-2021. Le modalità di applicazione del credito d'imposta, saranno disciplinate da un futuro decreto ministeriale, che dovrà definire anche i requisiti tecnici e le certificazioni idonee ad attestare la natura ecosostenibile dei prodotti e degli imballaggi, ai fini della fruizione del credito medesimo. La misura è sostitutiva dell'agevolazione introdotta, per finalità analoghe, dai commi 96-99 della legge di Bilancio 2018. Per essere ammissibili a incentivo, gli acquisti devono essere relativi a prodotti realizzati con materiali provenienti dalla raccolta differenziata degli imballaggi in plastica o da imballaggi biodegradabili e compostabili secondo la normativa UNI EN 13432:2002. Oppure devono essere derivati dalla raccolta differenziata della carta e dell'alluminio. La norma UNI EN 13432:2002 è la versione, in lingua italiana, della norma europea EN 13432 (del settembre 2000), che specifica i procedimenti per compostaggio e trattamento anaerobico degli imballaggi e dei materiali di imballaggio.